Una sede Amazon fotografata di sera

Amazon ha da sempre posto la logistica al centro del suo successo, diventando in pochissimo tempo il portale di acquisti online per eccellenza, sia negli stati Uniti che in Europa. Da qui l’ultima novità: perché non diventare corriere a tutti gli effetti?

 

Amazon Italia Logistica e Amazon Italia Transport, le due società parte del colosso di Seattle, diventano corrieri postali in Italia. Un incarico che solo di recente è riuscito a formalizzarsi anche legalmente: entrambe le società erano infatti già state attive nel ruolo di operatori, sebbene non disponessero delle autorizzazioni. Un’irregolarità che non è passata inosservata e che è costata una sanzione di circa 300 mila euro da parte di Agcom. In particolare, le condotte illecite riguardavano “l’organizzazione di una rete unitaria per svolgere il servizio di consegna dei prodotti di venditori terzi e la gestione dei punti di recapito”.

 

L’adeguamento di Amazon

Da qui la richiesta di Amazon lo scorso ottobre di rientrare nell’elenco degli operatori postali, dove attualmente risultano presenti altri 4.463 nomi.

Il re degli ecommerce dichiara: «Consideriamo importante la cooperazione con le autorità e ci impegniamo affinché tutte le osservazioni che ci vengono rivolte siano affrontate il più rapidamente possibile».

L’ultima richiesta era stata presentata già lo scorso ottobre, sebbene l’aggiornamento finale dei documenti risalga al 16 novembre, con successivo via libera.

 

Una pila di 4 colli Amazon consegnati davanti ad un portone

Che cosa è cambiato

Attualmente le due società hanno acquisito l’autorizzazione per diverse tipologie e opzioni di spedizione. Tra queste: raccomandate, posta superiore a 2 Kg di peso, pacchi da 20 a 30 Kg di peso, pony express, consegna in giorno prestabilito, corriere espresso, ritiro a domicilio, tracking elettronico.

Un ventaglio di possibilità che lascia ben sperare per ulteriori numeri in salita, in aggiunta alle ampie entrate da poco registrate con Black Friday e Cyber Monday.

Il prezzo da pagare? Amazon risulta a tutti gli effetti parte della categoria e con l’obbligo di inquadrare i dipendenti con il contratto nazionale del settore postale. Questo comporta di conseguenza il pagamento del balzello pari all’1,4 per mille dei ricavi. Inoltre, rientrando nel nuovo status di operatore postale, dovranno sottostare ad obbligo di vigilanza da parte di Agcom.

Così facendo, il gigante del commercio elettronico potrà avvalersi di propri spedizionieri per effettuare le consegne, senza bisogno di rivolgersi ad altri corrieri.

L’evoluzione di un business che non tarderà a mostrare i risultati.

 

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