AmazonKey

Amazon key ha sollevato una domanda: dove stiamo andando? Che il futuro preconizzato da Charlie Brooker non sia poi così lontano? Sì, se consideriamo la questione nel suo insieme.

Cos’è Amazon key?

Lo scorso 8 novembre Amazon non annuncia la solita rivoluzione, la compie: parte infatti in 37 città statunitensi il programma Amazon key che tramite Cloud Cam, una serratura intelligente e un’app dedicata che genera una password temporanea, permette al corriere di consegnare e ritirare merce in qualsiasi momento della giornata, indipendentemente o meno dalla presenza in casa. Addio noiose file alle poste, addio agli orari del corriere e al refresh forsennato del tracking nel tentativo di capire quando e se il pacco arriverà. Che ci si trovi o meno in casa, la merce ordinata arriverà. E senza più bisogno di scomodare il vicino o attivare dei punti ritiro.

Come funziona Amazon key?

Quando il fattorino arriva, scansiona il codice a barre della merce e invia una richiesta al cloud di Amazon. Se non ci sono intoppi di sorta, il sistema comincia a registrare tramite la videocamera installata la fase di consegna: il corriere riceve la notifica sul suo telefono, fa uno swipe sullo schermo come se lo sbloccasse e la porta di casa si apre. Il corriere lascia il pacco, richiude la serratura scorrendo di nuovo il dito sul display e se ne va.

All’utente invece arriva una notifica dell’avvenuta consegna con tanto di breve video che certifica l’operazione.

Il tutto alla modica cifra di 249,99 $ tutto compreso (una serratura intelligente, la camera e l’installazione).

Cosa non funziona in Amazon key?

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Sembra meraviglioso, non è vero? Investendo una cifra tutto sommato non esagerata, risolti in un attimo tutti i problemi di portineria. Ma che tipo di informazioni diamo all’azienda di Bezos nel momento in cui decidiamo di aderire al programma?

Oltre al fatto in sé di “consegnare” le chiavi di casa propria ad Amazon, cominciamo a trasmettere informazioni sensibili della nostra vita alla piattaforma. A partire dagli orari nei quali di solito non ci si trova a casa. Amazon Key funziona con una serie di smart lock dei marchi Kwikset e Yale mentre la Cloud Cam è realizzata direttamente dal gruppo di Jeff Bezos e ne costituisce l’esordio nell’ambito della videosicurezza.

E la videosicurezza sembra essere il vero cuore della questione, o forse solo la punta dell’iceberg.

Nonostante la recente notizia secondo cui chiunque sembra abbia la possibilità di entrare in una casa di un utente Key, la casa madre ha risposto con l’acquisizione, lo scorso 12 febbraio, del produttore di telecamere di sicurezza Blink, una start up specializzata in videocamere di sicurezza low cost per la casa, per la modica cifra di 90 milioni di dollari. Certamente, grazie a Blink, Amazon può vantare e vendere nuovi dispositivi per la smart home, ma non solo. Il colosso guidato da Jeff Bezos ha speso 90 milioni di dollari per migliorare e rendere unici sul mercato i propri prodotti, sfruttando i chip sviluppati da Blink in tutti i suoi device tra cui Cloud Cam, del nuovissimo Amazon Key.

Dopo avergli dato le chiavi di casa e avergli permesso di cominciare a registrare la nostra vita, quale sarà il prossimo passo di Amazon?

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