Cosa sono le startup

Ti sei mai chiesto cosa sono le startup? Negli ultimi anni questo termine è stato tra i più usati nel settore finanziario e in particolare in quello delle imprese. Steve Blank, professore universitario, esponente di rilievo dello startup sistem internazionale, nonché guru dell’innovazione nella Silicon Valley, sostiene:

«Una startup è un’organizzazione temporanea, che ha lo scopo di cercare un business model scalabile e ripetibile».

Nell’immaginario collettivo, la parola fa riferimento ad un sistema di recente fondazione, generalmente diretto da giovani imprenditori e relativo ad un prodotto innovativo nel settore della tecnologia o dell’informatica, o ad un servizio nato da un’attività di ricerca nei suddetti ambiti.

Ad oggi, invece, il concetto è più ampio e quando ci si chiede cosa sono le startup, il discorso viene esteso anche ai settori più tradizionali, dal food al fashion, per citarne alcuni. Ma la costante è sempre caratterizzata dall’intento: ovvero, si parte da un’idea che per essere sviluppata ha bisogno di finanziamenti. Solo così è possibile avviare una struttura capace di affermarsi in autonomia sul mercato.

 

Quali sono le figure che rendono possibile questo processo?

 

  • CEO (Chief Officier Executive): primo ufficiale amministrativo, meglio conosciuto come amministratore delegato, è la figura di maggior rilievo. Si occupa infatti delle scelte relative alla gestione della società.

 

  • Business Angel: si tratta di un professionista con esperienza nel settore che intende investire un capitale ed offrire, nella fase di sviluppo inziale, le proprie competenze in merito. Una vera e propria figura di consulenza e guida a cui l’organizzazione si affida agli esordi del suo percorso.

 

  • Venture Capital: come il Business Angel, si occupa della gestione delle scelte per raggiungere gli obiettivi della startup, ma a differenza di quest’ultimo, si concentra su sistemi già avviati e con una posizione già affermata sul mercato. Può investire quote consistenti, anche fino a 500.000 euro.

 

riunione di una startup

Al mondo esistono 6 tipi di startup. Quali sono?

In un’intervista sul Wall Street Journal, Steve Blank sostiene che esistano almeno 6 tipi di startup, differenti tra loro per obiettivi e caratteristiche:

  1. Lifestyle Startup: l’imprenditore è considerato come un professionista indipendente che sceglie di dedicarsi al proprio lavoro solo ed esclusivamente per seguire una sua passione.
  2. Small-Business Startup: come avviene nella maggior parte dei casi americani, l’imprenditore gestisce direttamente l’intero sistema. Spesso le somme di denaro investite provengono da fondi familiari e i dipendenti assunti da risorse locali.
  3. Scalable Startup: la finalità è quella di creare grandi aziende quotate in Borsa sulla base di un modello di business di grande successo come Facebook o Google, per esempio.
  4. Buyable Startup: i capitali investiti provengono da raccolte fondi tipo crowdfunding.
  5. Social Startup: l’obiettivo non è quello di creare un modello di business scalabile, gli interessi infatti sono maggiormente orientati ad aspetti sociali più che economici.
  6. Large-Company Startup: questo modello considera applicabile l’ideologia delle startup anche a grandi aziende consolidate nel tempo: per avere successo bisogna puntare ad un modus operandi innovativo e volto al continuo miglioramento delle strutture preesistenti.

Una visione che lascia ben sperare i nuovi talenti in procinto di affacciarsi al mondo del lavoro. Con l’avvento dell’ecosistema high tech della Silicon Valley, dagli Stati Uniti fino in Italia si è diffusa la consapevolezza che la validità delle proprie idee possa realmente fare la differenza. Essere giovani e avere un progetto da sperimentare può essere davvero il trampolino di lancio per potenziali Zuckerberg.

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