consegna di un pacco grazie al servizio di crowdshippingPensate a un sistema di spedizioni in grado di abbattere i livelli di inquinamento ambientale e la presenza di mezzi su strada, dimezzando tempi e costi di gestione.
Utopia?
No, crowdshipping.

Di cosa parliamo quando parliamo di crowshipping?

Si tratta di un nuovo metodo di sharing economy in cui gli spostamenti avvengono grazie a persone fisiche capaci di collegare 2 punti (mittente e destinatario) senza la necessità di dover deviare appositamente il proprio percorso per ritiro e consegna della merce.

Prendiamo ad esempio uno studente che tutti i giorni effettua il tragitto casa – università.

Se prendesse con sé un pacchetto potrebbe recapitarlo senza problemi a un destinatario situato nel suo raggio di percorrenza, senza spostamenti aggiuntivi.

Per farlo sarebbe sufficiente un mezzo proprio come un’auto o una bici, se non addirittura le proprie gambe. Di benefici se ne intravedono già tanti ma certo si tratterebbe di un bel grattacapo per i corrieri operanti nel settore delle spedizioni online.

Quando nasce il crowdshipping?

 

NewYork patria del crowdshipping

 

La rivoluzione del crowdshipping nasce a New York nel 2014 con Zipments, successivamente acquisita da Deliver e diramatasi poi in tutti gli Stati Uniti.

Si tratta di una piattaforma per un vero e proprio scambio su base locale: i trasportatori, pagati circa 10 dollari a consegna, ricevono una piccola quantità di pacchi da consegnare nei confini del proprio quartiere e a ognuno viene attribuito un punteggio dettato da efficienza e precisione.

Diversamente accade per PiggyBee, online dal 2012. La ricompensa per il trasportatore viene scelta dal destinatario e, nella maggior parte dei casi, consiste in un semplice ringraziamento.

La piattaforma infatti è stata ideata con lo scopo di poter recapitare piccoli oggetti magari dimenticati durante un viaggio.

I primi studi sul crowdshipping

Il fenomeno è stato analizzato da un team di docenti dell’Università di Roma Tre che ha dato origine a una pubblicazione dal titolo “Analisi del crowdshipping come soluzione innovativa per promuovere la crescita e la sostenibilità delle aree urbane”.

È stato rilevato che in Italia, per categorie di servizi simili, la consegna è pari a circa 2,00/4,00 euro per quanto riguarda i trasporti dedicati.

Da qui l’esigenza di creare una regolamentazione per evitare che questo diventi un lavoro: la remunerazione infatti sarebbe volta solo a coprire le spese di viaggio sostenute.

Ad avvalorare questa tesi, la convinzione che il successo del sistema non dipenda dai singoli ricavi quanto dall’impegno dei cittadini nella sostenibilità economica e ambientale.

Un futuro incoraggiante dunque, ma ancora con molte zone grigie da definire.

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