inquinamento ambientale derivante dallo shopping online

Abbiamo già parlato di come l’e-commerce influenzi il mercato del cartone. Vogliamo ora ridurre lo zoom e affrontare una tematica più ampia: l’e-commerce e l’inquinamento ambientale globale.

La rapida crescita dell’ecommerce

Probabilmente state pensando che la scelta di parlare di inquinamento ambientale globale sia un po’ pretenziosa, e avete ragione, ma ci piace puntare in alto.

Negli ultimi anni il mercato dell’e-commerce è cresciuto a livelli esponenziali.

Pensate che nel 2017 sono stati 22 milioni gli italiani che hanno scelto di comprare online, con una stima di 150 milioni di ordini eseguiti, il che implica l’utilizzo di altrettante scatole per l’imballaggio.

Questi sono solo alcuni dati che sottolineano la formidabile crescita dell’e-commerce che si spiega a partire dai tanti vantaggi che comporta effettuare un acquisto online: la comodità di farlo da casa o dall’ufficio, la possibilità di usufruire di sconti che in negozio non sono disponibili e di ricevere la merce ordinata nell’arco di 24h.

Maggiori comodità, maggiore inquinamento ambientale

Tutta questa comodità ha un rovescio della medaglia non particolarmente entusiasmante. Infatti, se le spedizioni sono in aumento, e questo per l’economia è un bene, in modo direttamente proporzionale sta aumentando il tasso di CO2 presente nell’atmosfera.

Packaging e corrieri: i nemici dell’ambiente

inquinamento ambientale dei veicoli su strada

Secondo il più recente rapporto Ispra, l’80% dei veicoli commerciali leggeri che transitano in città appartengono a una classe inferiore euro5. L’ambiente soffre della smisurata presenza dei corrieri.

Il corriere costituisce un duplice problema ambientale: da un lato è un elemento inquinante, dall’altro genera traffico provocando così un’emissione più prolungata di anidride carbonica da parte dei veicoli congestionati in città.

Non è dunque solo il materiale utilizzato per l’imballaggio a determinare l’impatto ambientale dell’e-commerce e delle spedizioni, ma anche i corrieri sono responsabili di questo risultato.

Soluzioni ecosostenibili

Come per gli imballaggi sono state trovate soluzioni eco friendly, come ad esempio il cartone riciclato e l’eliminazione delle fascette in plastica, allo stesso modo anche per il trasporto della merce, che avviene principalmente su gomma, sono state avanzate azioni rivolte al benessere dell’ambiente.

Un esempio è rappresentato dalle spedizioni in bicicletta: basti pensare al settore del Food & Grocery dove gli esempi di corrieri sulle due ruote sono estremamente funzionali ed efficienti. Un’alternativa più tecnologica al corriere su gomma è quello dei droni, anche se la loro fruibilità è vincolata a limiti di peso del pacco, alla scarsa distanza percorribile da un drone in autonomia e all’adeguatezza dell’area di consegna.

Due soluzioni più efficaci e facili da mettere in pratica sono l’utilizzo di box o punti di ritiro collettivi e di mezzi elettrici sostitutivi ai camion classici.

Cosa fare perché funzionino?

Per il primo rimedio è necessario sensibilizzare la popolazione a utilizzare i box, anziché la spedizione a domicilio o in ufficio, sottolineandone i vantaggi quali la disponibilità di ritirare o consegnare la merce da parte dell’utente 24/24h, riduzione del traffico, diminuzione dei tempi di lavoro dei corrieri e quindi delle spese di spedizione.

Per quanto riguarda l’impiego di veicoli elettrici, alcune compagnie di spedizione (es. UPS) sono già munite di tali mezzi e rappresentano un primo passo verso l’abbattimento delle emissioni e la riduzione dell’effetto serra.

Il futuro dell’e-commerce si staglia in un orizzonte ecosostenibile.

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