Il mantra del Google I/O 2019 è stato questo: “qualcosa di grande è in arrivo”.

La serie di incontri annuali chiamati Google I/O è da poco finita in quel di San Francisco e sono molte le novità presentate: dai servizi per gli sviluppatori alle nuove modalità di adv per i marketer come Google Express; dai nuovi smartphone Pixel a tutte le novità sull’Assistente Google dedicate anche alle persone con disabilità, anche questo Google I/O 2019 promette grandi cose nell’immediato futuro.

Google I/O 2019. Le novità più interessanti

Live Transcribe, Live Relay e Live Caption

Particolare interesse suscitano le nuove feature di accessibilità chiamate Live Transcribe, Live Relay e Live Caption. La prima è un’applicazione annunciata qualche mese fa e non rappresenta una novità: permette di trascrivere le conversazioni in tempo reale in modo tale che i non udenti possano capire quanto sta avvenendo affidandosi alla lettura a schermo.

Un’evoluzione inaspettata di questa funzionalità è l’inedita Live Captions che consentirà di sottotitolare in tempo reale i video riprodotti sullo smartphone.

Ancora più interessante è la funzione Live Relay che permetterà di rispondere alle chiamate trasformando le parole in una vera e propria chat.

Assistente Google

Nessuno avrebbe scommesso sulla pervasività dei comandi e degli assistenti vocali invece, in pochi anni, sono diventati fondamentali nell’esperienza d’uso di milioni di utenti che utilizzano dispositivi smart. Il problema più grande però è sempre stato legato a una scarsa fluidità del discorso e a una certa “macchinosità” nel formulare le domande oltre al fatto che, senza connessione, qualsiasi tipo di assistente vocale risulta pressoché inutilizzabile. Durante il Google I/O 2019 è stato annunciato che sono stati fatti notevoli progressi per sganciare gli assistenti vocali da internet.

Finora, infatti, non era possibile utilizzarne parte delle funzionalità senza una connessione, perché il sistema richiedeva grandi capacità di memoria e calcolo, che dovevano quindi essere affidate ai server di Google: a seconda della connessione disponibile, i tempi di risposta potevano essere lunghi e si aveva un certo ritardo nelle reazioni. Ora Google è riuscito a ridurre enormemente le dimensioni di Assistente Google, che può quindi essere installato su smartphone e altri dispositivi, senza la necessità di collegarsi costantemente a Internet per svolgere funzioni base come aprire e gestire le app.

Googli I/O 2019. Con Pixel 3a e Pixel 3a XL all’attacco della fascia media

Proprio così: Google sembra voler ereditare il testimone o forse più semplicemente replicare il modello che ha trasformato delle aziende sconosciute in leader di settore nella telefonia come OnePlus o Huawei. Come? Proponendo sul mercato un telefono top di gamma a prezzo accessibili.

Ecco quindi Pixel 3a e 3a XL; il primo già disponibile anche in Italia a 399€ con uno schermo OLED da 5,6 pollici con una risoluzione di 2220 x 1080 pixel, e una memoria da 64 GB. La fotocamera posteriore è da 12 megapixel, mentre quella anteriore è da 8 megapixel. Fotocamera che risulta essere il vero e proprio punto di forza di questi due nuovi dispositivi grazie ai sistemi di intelligenza artificiale e di regolazione delle immagini.

Google I/O 2019: ancora Duplex? Sì, ma un po’ meno umano per favore

Voce ferma, naturale, sicura. Fluido nel discorso e buona capacità di argomentazione. Intraprendente e determinato. Così si presentava l’anno scorso Duplex, l’intelligenza artificiale pensata per fare delle telefonate al posto degli utenti per aiutarli ad esempio a prenotare un tavolo al ristorante. Le principali critiche vertevano sul fatto che il sistema non rendeva esplicito il suo essere inanimato portando Big G a rivedere parte del suo funzionamento.

Così al Google I/O 2019 arriva il nuovo Duplex, un sistema di compilazione automatico per le prenotazioni online. Se per esempio si è prenotato un viaggio da qualche parte, Duplex si offre di prenotare il noleggio di un’automobile, va sul sito dell’agenzia e si occupa di compilare tutti i campi, date e destinazioni comprese. L’utente può poi controllare le informazioni che sono state inserite e confermare l’ordine.

Il messaggio sembra chiaro: il futuro è indubbiamente sempre più smart, ma è ancora l’utente ad avere l’ultima parola.

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