Due ragazzi mangiano una pizza consegnata a casa con Hotbox

Grazie ad Hotbox la qualità della consegna a domicilio può contare su standard altissimi. Come? Attraverso un sistema in grado di mantenere costante la temperatura e la fragranza delle pietanze, dal ristorante fino a casa tua.

 

La comodità di ordinare cibo a domicilio non ha eguali, diciamo la verità. Se hai dimenticato di fare la spesa, oppure la tua avversione ai fornelli riesce a tenerti lontano dalla cucina anche quando la fame è tanta, con il food delivery puoi contare su una vera e propria ancora di salvezza.

Peccato che nonostante l’apposito packaging, il cibo arrivi spesso freddo a destinazione! Ma niente paura, la Beyond Engineering con Claudio Giovini, Domenico Palladino, Anthony Prada e Marco Caputo, sembra aver trovato la giusta soluzione per ovviare al problema.

 

Come funziona Hotbox?

Il meccanismo di base è finalizzato al mantenimento della temperatura tramite ricircolo e deumidificazione dell’aria. Così, sfruttando l’energia di scarico del ciclomotore normalmente utilizzato per le consegne, è possibile garantire che i cibi arrivino a destinazione ancora caldi e fragranti, come appena serviti. L’idea arriva dalla startup italiana di Maranello, specializzata in progettazione e sviluppo di sistemi innovativi.

«Il rendimento energetico di uno scooter è circa del 20%; la restante parte dell’energia viene dispersa in calore sia nel sistema di raffreddamento che nell’espulsione dei gas di scarico dal tubo di scappamento. L’innovazione di Hotbox è quella di riutilizzare questo calore, che altrimenti verrebbe sprecato, per conservare il cibo a 90 °C garantendo pietanze calde ai clienti», spiega Marco Caputo, uno dei quattro ingegneri a capo del progetto.

Geniale, no?

E se te lo stessi chiedendo (tranquillo!), il gas di scarico dello scooter non viene mai in contatto con il vano contenitore del cibo, essendo completamente isolati l’uno dall’altro.

 

Ricircolo e deumidificazione dell’aria

Il sistema di ricircolo si basa sulle stesse funzionalità di un forno ventilato ed elimina il vapore creato dalle pietanze in fase di trasporto, attraverso una speciale ventola. Come? Tramite un meccanismo di convenzione forzata che al tempo stesso, equilibra e mantiene costante la temperatura.

Il deumidificatore, invece, elimina l’umidità presente nel vapore dei cibi e smaltisce la condensa da un radiatore comunicante con l’esterno. Il vapore acqueo, venendone in contatto, subisce uno sbalzo termico che lo trasforma in goccioline, poi espulse mediante un’apposita canalina di scolo.

Così, per esempio, potrai mangiare delle patatine fritte, croccanti proprio come se fossero state preparate sul momento.

«Per noi ingegneri è stato un gioco da ragazzi: è bastato inserire una ventola che aiuti a togliere il vapore per consentire il ricircolo d’aria, che a sua volta sfrutta la convezione forzata per aumentare notevolmente ed equilibrare la temperatura interna, rendendo più efficiente il sistema di deumidificazione», raccontano le menti di Hotbox.

 

I vantaggi

Grazie a questo speciale bauletto sarà possibile risparmiare tempo e risorse. In un unico viaggio, e coprendo anche distanze maggiori, si potranno consegnare molti più ordini, evitando al driver di dover tornare più volte al ristorante per rifornirsi. Senza considerare il valore aggiunto per i clienti, che in questo modo potranno gustare cibi caldi e fragranti come al ristorante.

Un’idea brillante che sta già riscuotendo successo con Moovenda, Deliveroo Inghilterra e UberEATS.

 

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