Huawei e Google hanno litigato e l’unico a goderne è il presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trumpo. Proviamo a fare un po’ di chiarezza su di un caso mondiale che ha tirato in ballo una gigantesca azienda di telefonia cinese, il colosso di Mountain Views e il presidente degli Stati Uniti d’America

Che Google fosse interessato al mercato cinese era chiaro ormai da quando, 10 mesi fa circa, aveva deciso di investire sull’ecommerce cinese JD.com

Huawei contro tutti: i fatti

Huawei ha perso la sua licenza per utilizzare il sistema operativo Android nella sua versione più ricca e completa, in seguito a una sospensione decisa da Google per rispettare le disposizioni imposte dal governo statunitense contro le aziende cinesi. La decisione potrebbe avere grandi conseguenze per l’intero settore della telefonia e coinvolge milioni di proprietari di smartphone, non solo negli Stati Uniti. Di fatto, tale divieto renderebbe Huawei poco competitivo non tanto (o almeno, non solo) a causa del sistema operativo quanto più per la necessità di dover craere un nuovo ecosistema del tutto scevro dalle funzioni Google.

Perché Huawei ha perso la licenza Android

A causa del presidente degli Stati Uniti d’America Donald Trump.

The Donald infatti ha firmato firmato un ordine esecutivo per dare al governo il potere di impedire alle aziende negli Stati Uniti di acquistare apparati per telecomunicazioni prodotti da chi costituisce una minaccia per la sicurezza nazionale.

Il provvedimento era di fatto indirizzato alle aziende cinesi, e in particolare a Huawei. Oltre ai cellulari infatti la casa cinese si occupa anche di ripetitori, strumenti per le telecomunicazioni e il tanto discusso 5G, di cui Huawei dovrebbe essere protagonista assoluta.

Ufficialmente, l’aperta ostilità dell’amministrazione Trump verso Huawei si basa su accuse di spionaggio industriale e di sanzioni internazionali violate. In realtà dietro c’è molto di più: una guerra commerciale e geopolitica per il controllo sulle reti su cui viaggeranno gran parte delle informazioni nel prossimo decennio.

Huawei corre ai ripari con Aptoide

La fortuna dell’azienda cinese sul mercato è data da due fattori: smartphone di ottima qualità a prezzi contenuti (da cui Google prende esempio per il suo nuovissimo Pixel) e la parte migliore del sistema operativo Android, moddata e customizzata su misura del colosso cinese. Allo stato attuale Google ha concesso, in maniera del tutto temporanea, una licenza di utilizzo per la sola versione base del proprio sistema operativo ma intervistato dalla CNBC Richard Yu, CEO  di Huawei, ha dichiarato che il piano B è più avanti di quel che pensiamo.

Rumors ancora non confermati parlano di un accordo con Aptoide per sostituire il più velocemente possibile il Play Store di Google. Tra gli store di terze parti alternative al Play Store di Google, Aptoide è sicuramente uno dei più famosi. Dispone di circa 900.000 applicazioni compatibili con il sistema operativo Android. Se l’accordo tra lo store online e Huawei andrà a buon fine, gli smartphone dell’azienda cinese potrebbe avere a breve una nuova app che andrà sostituire sia il Google Play Store, sia App Gallery, lo store proprietario di Huawei su cui, però, sono presenti poche applicazioni.

A questo punto la domanda rimane una sola ed è tutta rivolta a noi consumatori: ha ancora senso investire su un prodotto Honor / Huawei?

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