Una ragazza tiene aperto davanti al viso un catalogo Ikea

Ikea punta alla creazione di migliaia di posti di lavoro per supportare e potenziare tutte le attività digitali connesse al nuovo ecommerce e all’apertura di oltre 30 outlet nel nostro Paese.

 

Come cambia Ikea

Il gigante dell’arredamento si adatta ad un nuovo modo di concepire la vita nei centri urbani. Si prepara infatti ad investire capitali soprattutto nei centri cittadini per rispondere ai cambiamenti di lifestyle dei consumatori. Va detto infatti che oggi molte persone non possiedono un auto e che, negli ultimi tempi, la tendenza è quella di trasferirsi per lo più in piccoli spazi. Nascono così nuovi punti Ikea: di dimensioni ridotte ma più facilmente raggiungibili, magari nei quartieri centrali della città. Un esempio concreto è il nuovo pop-up store a Roma nella sede Eataly. 700 metri quadrati distribuiti su due piani, specializzati in cucine ed aree living.

«Il panorama del settore retail sta cambiando su una scala e a un passo che non abbiamo mai visto prima, il comportamento dei clienti sta cambiando rapidamente – ha affermato lo stesso Brodin, CEO di Ingka, la capogruppo di Ikea – Stiamo investendo e facendo crescere il nostro business per venire incontro ai loro bisogni e per trovare nuovi modi di farlo».

Logo di uno store Ikea

I tagli

Di contro è previsto un taglio di circa 7500 posti di lavoro a livello globale entro il 2020, prevalentemente nel settore amministrativo. Parliamo di quasi il 5% della forza lavoro complessiva del gruppo svedese.

«Abbiamo bisogno di semplificare una struttura in parecchie parti della sua organizzazione presenta ridondanze e sovrapposizioni di ruoli – dichiara il CEO della società».

 

Un bilancio positivo

Ingka Group, capogruppo di Ikea, conta ben 367 negozi distribuiti in oltre 30 Paesi e un organico di 158.500 dipendenti.

Stando ai dati del 2018, il volume di affari attualmente stimato è pari a circa 34,8 miliardi di euro, in crescita del 2% rispetto allo scorso anno. Un salto di qualità che l’azienda sembra principalmente attribuire agli acquisti online e all’apertura di nuovi punti vendita. Il gruppo poi ha comunicato che durante lo scorso anno, le visite presso gli store sono state di 838 milioni di unità, in rialzo del 3%, mentre la frequentazione del sito web è salita del 10% a 2,4 miliardi di visite. Anche nelle previsioni future di Ikea, il canale dell’ecommerce è destinato a crescere.

«È stato un anno incredibile- ha detto Jesper Brodin – stiamo esplorando nuovi format per i nostri negozi del centro».

Considerando tutti i fattori, il colosso svedese è convinto che l’ecommerce abbia tutte le carte in regola per crescere sempre di più.

 

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