InVision è una realtà formata da 700 dipendenti che lavorano, tutti, da casa. O da dove vogliono.

In Italia abbiamo un problema.

O meglio: in Italia ci sono tanti problemi ma nel mondo delle startup e della new economy ce n’è uno che proprio non riusciamo a scrollarci di dosso: il presenzialismo.

Le aziende sono malate di presenzialismo, indipendentemente dalla vera e propria redditività della persona. Così come nella ditta del Megadirettore di fantozziana memoria, non importa che tu produca 10 o 100, l’importante è che tu sia l’ultimo a uscire dall’ufficio.

Per cercare un po’ di luce alla fine del tunnel basta guardare dall’altra parte del mondo dove InVision dello smart working, quello vero, ha fatto il suo punto di forza costituendo un vero e proprio vantaggio nei confronti dei propri concorrenti

 

Cos’è InVision e come funziona

Partiamo dalle basi: InVision è una startup di software con oltre 700 dipendenti ma senza un ufficio fisico. Non avere una sede fisica però non è un vezzo ma risulta essere il carattere costitutivo su cui si basa l’azienda: il lavoro a distanza.

L’idea di creare un ufficio senza ufficio è venuta al CEO di InVision, Clark Valberg, semplicemente valutando il mercato: con Google in netta espansione e con tutte le difficoltà dovute dal mercato immobiliare di Manhattan, Valberg ha pensato: chi l’ha detto che sia necessario avere un ufficio per mettere sotto contratto i talenti tecnologici più richieste della East Coast?

«Beh, va alla sua scrivania per lavorare, a volte in una caffetteria, a volte a casa sua, è un pezzo molto importante del puzzle per noi, per assicurarci che tutti operiamo allo stesso modo. La cultura aziendale è strettamente costruita sull’idea di affidarsi al modello remoto. Alla fine contano i risultati, non dove sia il tuo indirizzo IP.»

Così facendo, InVision ha raccolto intorno a sé talenti da tutto il mondo: Isarele, Regno Unito, Australia, Nigeria, Argentina mantenendo gli “orari standard” da ufficio, 10 – 18. Ma in un’azienda come questa c’è flessibilità anche sugli orari, ça va sans dire: si tratta infatti di dimostrare il proprio valore in base alla qualità del proprio lavoro piuttosto che presentandosi ogni giorno a una data ora.

 

InVision dimostra che gestire un’azienda da remoto è possibile

Non certo senza alcune difficoltà.

Prima fra tutte, la possibilità di stabilire un rapporto tra colleghi che non si vedono mai può non essere facile.

Per ovviare a simili problemi l’azienda promuove l’interazione tra persone creando gruppi di lavoro e aggregando le diverse persone/funzioni anche sulla base degli interessi preferiti nel tempo libero creando poi, alla fine, dei veri e propri meeting mondiali in cui si sono ritrovate anche persone che hanno lavorato insieme sullo stesso progetto per anni, senza mai incontrarsi.

L’assenza di restrizioni geografiche ha permesso a InVision di rendersi competitiva addirittura nei confronti di Google riuscendo ad aggregare talenti da tutto il mondo e  dichiarando di risparmiare molti milioni di dollari ogni anno non affittando uno spazio fisico.

Da una parte InVision, l’ufficio senza ufficio.

Dall’altra il futuro dello smart working che sembra vada, in tutta Europa, verso una direzione agile di 4 giorni di lavoro a settimana.

E l’Italia?

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