camera dei deputati Lega e M5S

La Lega e il M5S propongono un piano d’azione per regolare il commercio elettronico e tutelare le piccole-medio imprese italiane. Ma che cosa cambierà davvero?

Massimiliano De Toma, Deputato 5 stelle, sostiene che: «L’ecommerce deve essere un vantaggio anche per i piccoli negozi e non un danno. Per questo andremo avanti anche sul versante della web tax per ristabilire un po’ di equità sociale andando a tassare le imprese tech con fatturati eccezionali che fanno ricavi nel nostro Paese e poi portano miliardi di euro nei paradisi fiscali. Ma, ribadisco, la proposta sugli orari degli esercizi commerciali non contiene norme sul settore ecommerce e non è mai stato preso in considerazione alcun prezzo unico per i siti di vendita online».

 

Ecco i principali interventi di Lega e M5S:

  • Limitare la scontistica offerta ai consumatori. Per determinati prodotti, come i libri per esempio, i franchising possono avere fino al 90% di sconto a differenza del 30% per le piccole librerie. La Lega a tal proposito ha intenzione di modificare le Legge Levi, abbassando la scontistica massima dal 15% al 5%.

 

  • Contrastare l’evasione fiscale e la contraffazione. La maggioranza vuole evitare che i colossi del mondo ecommerce, come Amazon, possano godere di vantaggi fiscali con la diretta conseguenza di prezzi molto più bassi da offrire al grande pubblico. L’obiettivo è anche quello di tracciare tutte le vendite e gli acquisti attraverso un sistema di blockchain per un maggior controllo della filiera produttiva. Dalla verifica del percorso effettuato dai prodotti, fino all’analisi relativa al confezionamento. Un modo per combattere tutti i siti illegali, spesso riconducibili ad aziende fantasma che si ricollegano ad altri Paesi per godere di agevolazioni fiscali.

 

In ogni caso, Lega e M5S non dichiarano di schierarsi contro i big della vendita online, piuttosto contro il fenomeno della contraffazione, a vantaggio della della tutela e dell’incremento di prodotti Made in Italy.

Piani di intervento Lega e M5S

E riguardo le chiusure domenicali?

Un tematica controversa, ma la stretta sembra al momento interessare solamente i negozi fisici e non gli ecommerce. Non c’è infatti un divieto esplicito nell’effettuare consegne di domenica, o meglio: sarà possibile ordinare online ma i GDO non potranno preparare gli ordini da affidare durante le 26 giornate di chiusure obbligatorie. In caso di violazione per tale disposizione, la sanzione varia dai 10 mila ai 60 mila euro, con possibilità di raddoppio in caso di recidiva.

Intanto Andrea Dara, deputato della Lega, sembra predisposto al compromesso: «L’intesa che abbiamo raggiunto non è la Bibbia, vedremo come procedere».

 

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