Simbolo del copyright

La nuova legge europea sul copyright si avvicina all’approvazione, dopo un primo rinvio della stesura originale a giugno dello scorso anno, la proposta attuale sta procedendo ad ampie falcate verso un accordo definitivo.

C’era una volta il west digitale dove chiunque poteva scrivere e riprendere articoli, video, immagini senza dover rendere conto alla mente creatrice della citazione. Purtroppo, o per fortuna, questa favola non finisce con un “vissero felici e contenti”, bensì con una legge sul copyright fase di approvazione dal parlamento europeo.

Il copyright e la riforma europea

Cosa stabilisce la nuova legge sul copyright? Quali modifiche vengono applicate? Che ne sarà del tanto citati art 11 e art 13? Scopriamolo insieme.

La normativa sul copyright, approvata il 12 settembre 2018 con 438 voti favorevoli, 226 contrari e 39 astenuti, stabilisce una remunerazione più equa a editori, artisti e giornalisti nei confronti delle grandi piattaforme.

Google, Youtube e Facebook, infatti, per continuare ad ospitare contenuti dovranno stipulare accordi di licenza con gruppi di editori ed etichette musicali. Inoltre, dovranno verificare in modo continuativo il rispetto di tali contenuti della norma sul copyright.

Il risultato? Una maggior tutela del diritto d’autore, o perlomeno questo è l’intento dichiarato dai sostenitori della riforma. Infatti, gli oppositori fanno riferimento principalmente a due articoli contenuti nella proposta che, a detta loro, andrebbero eliminati: art 11 e art 13.

Tra i contrari alla nuova normativa, insieme a Lussemburgo, Portogallo, Olanda e Finlandia, anche l’Italia con il vice presidente del consiglio Luigi Di Maio che, in un post, ha definito la riforma “legge bavaglio”.

Sede del parlamento europeo a Strasburgo

Nel dettaglio: cosa prevedono i due articoli incriminati?

L’articolo 11 prevede l’istituzione della cosiddetta “tassa per i link”, ovvero il pagamento da parte delle grandi piattaforme di una licenza per poter linkare i siti di notizie. Tale articolo si pone come un’arma a doppio taglio per le testate giornalistiche online che, da una parte, riceverebbero proventi dai big come Google e Facebook, ma, dall’altra, rischiano di perdere traffico a causa della poca visibilità sul motore di ricerca stesso.

L’articolo 13 stabilisce, invece, che i contenuti caricati online nell’Unione Europea devono essere preventivamente verificati per impedire che vengano pubblicati materiali coperti dal diritto d’autore. L’articolo però non indica le possibili soluzioni tecniche, né individua con precisione le responsabilità e regole necessarie per raggiungere l’obiettivo imposto.

Secondo il Presidente del parlamento europeo Antonio Tajanil’approvazione della riforma del diritto d’autore sancirebbe “la fine del far west digitale”.

La normativa sul diritto d’autore sarà la fine di Wikipedia?

I Meme, le Gif e Wikipedia scompariranno? Assolutamente no! La più famosa piattaforma di condivisione di informazioni caricate direttamente dagli utenti, i meme e le gif possono considerarsi in salvo. Infatti la normativa sul diritto d’autore prevede l’esonero di Wikipedia e delle altre piattaforme di condivisione open source dalle regole del copyright.

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Spaghetti western all’europea

Il nuovo testo contente le direttive UE sul copyright dovrà essere approvata dal Parlamento a Strasburgo prima delle elezioni europee di maggio che potrebbero interrompere l’attuale iter normativo.
Dopo diversi tira e molla ci stiamo preparando allo scontro finale, un vero e proprio duello all’ultimo sangue degno delle pellicole di Sergio Leone. Chi avrà la meglio il buono, il brutto, il cattivo?

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