Spettatori in un cinema guardano un film grazie a MovieDay

MovieDay è un progetto che nasce nel 2014 grazie al bando di Innovazione Culturale promosso dalla Fondazione Cariplo e che oggi continua a crescere a seguito dei 500 mila euro di investimenti finanziati dalla Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore.

 

Parliamo di una startup finalizzata a riempire le sale con la proiezione di film che altrimenti nessuno vedrebbe. Un modo per incentivare opere minori e magari più di nicchia, mettendo d’accordo cinema e spettatori.

Si stima infatti che in tutto il mondo non vengano distribuiti il 98% dei film. In Italia per esempio, a fronte di oltre 1000 proiezioni, se ne trasmettono solo 500 l’anno e la metà sono straniere.

 

Come nasce MovieDay

«Il progetto di MovieDay nasce quattro anni fa – commenta Antonello Centomani, founder e CEO di MovieDay – anche se io mi occupo da sempre di cinematografia: mi sono laureato in storia del cinema a Napoli, dove per anni ho gestito una sala d’essai».

Dopo una piccola parentesi da insegnante e lo sviluppo di un software per sottotitoli non troppo fortunato, Centomani comprende come la propria mission sia in realtà un’altra.

«Avevo partorito l’idea di un festival della rete dove premiare i film scelti dal pubblico – continua Centomani – Funzionò. Allora l’abbiamo perfezionata, andando a individuare ciò di cui c’era bisogno e mancava: il cinema on demand. Ce n’era bisogno perché vedevamo sale semivuote e fasce orarie in cui nessuno voleva andare al cinema. Oppure, visto che molte piccole sale sono state costrette a chiudere, dobbiamo percorrere molti chilometri in macchina per raggiungere una multisala. Così abbiamo fatto MovieDay, con l’idea di attivare gli spettatori e renderli partecipi della sorte dei film che amano».

Grazie ai primi 150 mila euro a fondo perduto dalla Fondazione Cariplo e a seguire i diversi bandi vinti, MovieDay è riuscita a rimanere in piedi, formando ad oggi un giovane team di 12 persone.

 

Come funziona

La piattaforma rende disponibili le locandine delle future programmazioni con un anticipo di circa tre mesi. In questo periodo gli utenti possono quindi effettuare un pre-acquisto e, se le adesioni consentono il riempimento della sala, la proiezione è confermata. Inoltre è possibile personalizzare l’evento, indicando magari un dress code particolare per i partecipanti, oppure proporre un incontro successivo alla proiezione come occasione di dibattito.

«Facciamo una mappatura degli interessi su base territoriale prendendo contatto per esempio con le associazioni dei genitori per comprendere quali titoli possano essere più idonei. Il primo impatto è di tipo sociale rispetto alle tematiche scelte, come l’ambiente o i diritti. Penso per esempio a un film come “I am the revolution”, sostenuto dalle associazioni femministe. Ha avuto 30 proiezioni tutte sold-out», racconta il CEO.

Gli incassi? Sono ripartiti tra le parti coinvolte: il 50% è destinato alla sala, il 30% alla produzione e il 20% a MovieDay.

«Sostanzialmente su MovieDay ci sono due cose: la possibilità per singoli o associazioni di scegliere un film ed organizzare una proiezione. Oppure l’aspetto che ha un valore culturale più alto: siamo una piattaforma di pubblicazione per il cinema indipendente, che magari non riesce a trovare un canale di distribuzione. Continuavo a ragionare sul passaggio dalla pellicola al digitale, sulla crisi che ha colpito le sale, sul fatto che nonostante questo ci sia un’iper produzione di contenuti. Nel mondo si realizzano 50 mila film all’anno. Insomma, ci sono una domanda ed un’esperienza da reinventare».

 

Scopri di più sul mondo delle startup