bambini a scuola utilizzano dispositivi vr per la scuola digitale

Il ministero dell’istruzione nel 2007 ha avviato il Piano nazionale per la scuola digitale, ma ultimamente sembra trascurarlo. Chi si occupa davvero della scuola?

Scommetto che non sono poche le persone che come me hanno fatto alcuni esperimenti tra i banchi di scuola. Uno tra questi mi è rimasto particolarmente impresso. Alle elementari abbiamo piantato 3 semi di fagiolo in 3 differenti vasetti: uno è stato lasciato senza acqua per tutta la durata dell’esperimento, un altro è stato collocato al buio all’interno dell’armadio e il terzo è stato curato con acqua e sole. Al termine dell’esperimento nel primo vasetto il seme non aveva prodotto germogli, il secondo presentava una piantina debole e pallida mentre nel terzo era cresciuta una piantina di fagioli perfettamente sana. Nel 2007 il Ministero dell’istruzione ha piantato il primo seme di quella che viene definita Scuola Digitale, vediamo cos’è e come è cresciuta.

Cos’è il PNSD?

Sono passati 11 anni da quando il MIUR ha lanciato per il PNSD  (Piano nazionale scuola digitale), la versione 2.0 della Buona scuola (legge 107/2015). Una delle azioni promosse da questo piano è l’integrazione della LIM (lavagna interattiva multimediale) in ogni classe con specifici corsi di formazione per gli insegnanti.

Quali sono stati i cambiamenti apportati dal Piano nazionale scuola digitale?

Le LIM sono entrate in quasi tutti gli istituti, ma non in tutti vi è una buona connessione a internet e dunque la loro utilità precipita vertiginosamente, proprio come la prima piantina del mio esperimento. Inoltre, per ogni lavagna interattiva è necessaria una regolare manutenzione e, dunque, un tecnico che se ne occupi. Eppure non in tutti gli istituti scolastici è presente una figura simile. Manutenzione nulla o scarsa e il risultato è una debole innovazione, come nel caso della seconda piantina.

 

maestra spiega agli alunni usando lavagna elettronica prevista dal PNSD

La buona scuola digitale è a Bergamo

Se pensiamo che la diffusione della LIM è solo il primo intervento suggerito dal PNSD ed è ancora in fase di miglioramento c’è da demoralizzarsi. Ma ci sono esempi virtuosi anche in questo campo dove l’opportunità introdotta dal ministero dell’istruzione solo come una debole intuizione viene accolta e trasformata, con altre risorse, in un vero e proprio successo. Mi sto riferendo al comune di Bergamo che ha deciso di fornire la fibra ottica alle 54 scuole statali di primo grado della città. Non solo, il comune si è anche preso carico del costo della cablatura, della manutenzione e del servizio.

La dedizione alla scuola e alla sua innovazione da parte del comune di Bergamo è alimentata dalla collaborazione con il Centro studi impara digitale, un’associazione nata per promuovere lo sviluppo di una modalità didattica innovativa. L’associazione e il comune hanno unito le forze per migliorare e mettere in pratica ciò che il Piano nazionale ha pensato di realizzare.

Aver cura per far crescere

Oltre al valore didattico, il test effettuato sulle piantine di fagiolo è un modo semplice, ma efficace, per apprendere che se si vuole che qualcosa cresca e dia frutto non basta piantarla e riservargli qualche attenzione, bensì sono necessari tempo, risorse dedicate e continui controlli. Allo stesso modo la scuola digitale va curata e sostenuta fornendole finanziamenti, strutture, materiale adeguato e una continua manutenzione.

La presenza della fibra ottica e delle LIM sono solo due piccoli esempi relativi al piano di digitalizzazione della scuola, ma fanno capire che c’è ancora molta strada da fare. Il governo Conte dovrà dedicare molte più energie e risorse al settore scolastico se vuole portare avanti questo progetto.

 

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