Goccia di pioggia su foglia rainergy

Si chiama Rainergy la startup per produrre energia sfruttando l’acqua piovana.

Nel dicembre 2015 in occasione della conferenza dell’ONU sul clima a Parigi, l’allora presidente Barack Obama ha detto: «Noi siamo la prima generazione a subire l’impatto del cambiamento climatico e l’ultima a poter fare qualcosa».  Una frase che rivela la grande responsabilità che pesa sulle spalle di tutti noi: la necessità di modificare il nostro stile per poter vivere.

Rainergy, un modello virtuoso di energia rinnovabile e sostenibile

Non so dirvi se Reyhan Jamalova conoscesse le parole di Obama quando, a soli 15 anni, ha pensato di creare la sua Rainergy: una startup che si impegna a trasformare la pioggia in energia elettrica, ma questa invenzione è un’ottima risposta al richiamo dell’ex presidente americano.

Come funziona?

Durante le precipitazioni miliardi di galloni (1 gallone circa 4 litri, N.d.R.) di acqua piovana si riversano a terra in tutto il mondo che è un enorme potenziale se utilizzato nel modo giusto. Per risolvere questo problema, Rainergy offre un generatore progettato per raccogliere energia dalla pioggia, in grado di produrre un quantitativo di elettricità pari a 3626 kWh in un anno, quasi sufficienti (92%) ai bisogni di una casa. L’energia prodotta dal generatore viene raccolta all’interno di una batteria che la conserva per poterla usare anche in momenti di assenza o scarsità di pioggia.

 

Rainergy energia dalla pioggia alimenta lampadina

È davvero sostenibile?

Rainergy è un generatore di energia sostenibile, infatti produce solo 10gr per KW/h di Co2, un’emissione decisamente al di sotto agli standard delle fonti di energia a cui ci affidiamo quotidianamente. Forse anche per questo motivo il governo ha stanziato 20.000 dollari per finanziare il progetto. A differenza delle due più conosciute fonti di energia rinnovabile quali l’eolica e la solare, l’acqua piovana ha dei costi di produzione e manutenzione di gran lunga inferiori. Infatti, Rainergy si costituisce di soli 4 componenti: secchio, serbatoio, generatore e batteria.

Dove potrebbe essere impiegato?

Questa invenzione può essere fonte di speranza per tutti quei paesi in cui l’elettricità non è particolarmente diffusa e il clima è molto piovoso come in Malesia, Filippine, India e Indonesia.

Reyhan Jamalova con un’idea semplice ed economica sta incominciando a rispondere, in modo formidabile e sorprendente, alla provocazione lanciata da Obama nel 2015; inoltre scuote le nostre coscienze dimostrandoci che non è necessario essere dei capi di stato per poter cambiare la situazione in cui riversa il nostro pianeta, ma è sufficiente osservare la realtà e rispondere a un bisogno comune lavorando insieme a chi ha risorse e conoscenze per farlo.

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