Flop StartUp 2017Startup 2017: quali sono state le migliori? Ma soprattutto: quali sono state quelle che non ce l’hanno fatta?

Quella della Silicon Valley non è una strada in discesa. Anzi.
Chi rimane abbagliato da round milionari chiusi da startup con idee apparentemente semplici spesso dimentica di chiedersi quante, di quelle startup, hanno poi avuto successo.

Già, perché nonostante finanziamenti più o meno corposi una startup può chiudere lo stesso, e l’anno appena trascorso non è stato proprio dei migliori per il mondo delle giovani imprese.
Qui di seguito trovate una lista dei cinque “servizi rivoluzionari” che non ce l’hanno fatta e da cui è importante apprendere una lezione fondamentale: non basta avere i soldi, i miliardi di dollari possono essere bruciati in men che non si dica.

Startup 2017 – I 5 casi eclatanti che non ce l’hanno fatta

Probabilmente il flop più clamoroso del 2017 è quello della startup Juicero che con 118 milioni di dollari raccolti e 120 milioni di dollari di finanziamento da 17 investitori diversi (tra cui Google) prometteva di rivoluzionare il mondo delle spremute e dei centrifugati. La rivoluzione veniva introdotta dalla macchina spremi frutta (da 400$!) che non funzionava con la classica mela o arancio ma con delle capsule di frutta e che, purtroppo, si è rivelata del tutto inutile visto che le capsule potevano essere spremute anche a mano. Risultato? Ritirata dal mercato dopo pochi mesi, a settembre 2017.

 

590 milioni di dollari a luglio divisi tra 14 round e 19 investitori (tra cui jpMorgan). Questi i numeri di Jawbone, altro flop del 2017 che ha chiuso a luglio dopo aver raccolto 590 milioni di dollari in 14 round da 19 investitori. I suoi prodotti wereable (tecnologia indossabile) purtroppo non hanno funzionato (anche se oggi potrebbero rivedere la luce tramite il nuovo progetto jawbone Health Hub). Il motivo, probabilmente, è da riscontrarsi nell’overfunding: un eccesso di finanziamenti che ha fatto lievitare troppo la valutazione, rendendone poco appetibile l’acquisto (se siete fan della serie tv Silicon Valley ne saprete qualcosa).

Quixey ha chiuso a maggio dopo una raccolta di 164 milioni di dollari in 4 round. È nata come motore di ricerca mobile e poi si è concentrata sullo sviluppo di un sistema di assistenza digitale per app. Probabilmente la concorrenza dei grandi ha ridotto i margini di crescita.

Beepi dopo aver attirato 148 milioni di dollari in 5 round da 35 investitori è fallita a febbraio 2017. L’idea di partenza era vincente: un mercatino online per la compravendita di auto usate che consentiva di risparmiare sui costi che normalmente applicano i saloni. Gli operatori della piattaforma si occupavano di controllare, rimettere a posto e consegnare ogni auto. I costi del personale hanno contribuito a fare saltare il banco.

Spring è rimasta sul mercato per ben 4 anni prima di chiudere i battenti. L’obiettivo era assai alto: cambiare le abitudini alimentari dei dipendenti americani consegnando a domicilio piatti naturali e bio direttamente negli uffici. Nonostante i 60 milioni di dollari di investimenti, l’idea non ha retto i costi per il personale.

Startup 2017: un anno duro per il mondo delle giovani imprese, da cui è necessario imparare che non sono i soldi a determinare il successo di una piccola impresa.

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