Una lampadina simboleggia le startup innovative

Le startup innovative sono state definite dall’art.25 del Decreto Legge 18 ottobre 2012, n. 179 come: “Società di capitali, costituite anche in forma cooperativa, di diritto italiano oppure Societas Europea, le cui azioni o quote non sono quotate su un mercato regolamentato o su un sistema multilaterale di negoziazione.”

 

I dati forniti dall’Osservatorio Startup hi-tech del Politecnico di Milano offrono una panoramica sicuramente incoraggiante riguardo la situazione delle startup innovative in Italia, sebbene, rispetto agli standard esteri, la strada sia ancora in salita. Il Direttore Antonio Ghezzi infatti, sostiene: «Nel 2017 gli investimenti in Equity di startup hi-tech in Italia ammontano a 261 milioni di euro, in crescita del 20% rispetto al valore totale consuntivo del 2016 (217 milioni di euro). In ogni caso, come già rilevato nelle scorse edizioni della Ricerca, un paragone con altri ecosistemi più maturi e con dotazioni di risorse finanziarie estremamente più alte (vedi USA e UK, ma anche Israele, Francia e Germania) non è ancora ipotizzabile».

Nonostante tutto, l’anno passato si è concluso con diversi casi degni di nota. Alcune note negative, senz’altro, ma molte decisamente positive. E se da un lato sono diminuiti i finanziamenti da parte di investitori italiani a favore di quelli stranieri, dall’altro, le giovani menti nostrane non hanno smesso di produrre idee brillanti e di credere nell’importanza del progresso tecnologico e della ricerca.

 

team di professionisti di startup innovative

Le 10 migliori startup innovative del 2017

  1. NousCom: con un finanziamento pari a 42 milioni, si pone sicuramente in cima alla classifica. Fondata da un team di professionisti italiani, si occupa di immunoterapie e vaccini di ultima generazione.

 

  1. Satispay: nata da un’idea di giovani italiani, è un’applicazione gratuita che permette di trasferire denaro ai propri contatti e pagare facilmente beni o servizi presso le attività convenzionate. Come? Ti basta il cellulare e il tuo IBAN.

 

  1. GreenBone: fondata nel 2014 a Faenza, sviluppa impianti altamente innovativi di rigenerazione ossea a seguito di tumori e gravi fratture.

 

  1. BiovelocITA: acceleratore italiano di progetti inerenti a diverse aree mediche e terapeutiche di cui: oncologia, malattie neurodegenerative e malattie genetiche rare.

 

  1. Genenta Science: fondata dall’Ospedale San Raffaele, ha raccolto ben 7 milioni di finanziamenti per lo studio e lo sviluppo di una terapia genica antitumorale.

 

  1. Sfera: startup italiana finalizzata alla costruzione di un impianto per la produzione di ortaggi completamente sostenibile, senza l’uso di pesticidi.

 

  1. Wise: azienda biomedica con base a Milano e Berlino, produce elettrodi impiantabili per neuromodulazione e neuromonitoraggio.

 

  1. Pharma Integration: nasce dall’unione di specialisti italiani con un’azienda svizzera per la progettazione di prodotti iniettabili completamente robotizzati.

 

  1. Empatica: progetta e sviluppa dispositivi indossabili per la ricerca medica e la prevenzione di disturbi epilettici.

 

  1. Fazland: un portale che connette aziende e clienti di tutta Italia. Dall’elettricista, all’imbianchino, la piattaforma permette di trovare subito il professionista di cui hai bisogno.

 

Ancora dubbi su cosa siano effettivamente le startup innovative? Ecco i requisiti descritti nel Comma 2 del Decreto affinché possano essere definite tali:

  • Sono costituite da non più di 60 mesi.
  • Sono residenti in Italia oppure in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Stati aderenti all’Accordo sullo spazio economico europeo.
  • A partire dal secondo anno di attività, il valore totale della produzione annua non è superiore a 5 milioni di euro.
  • Non distribuiscono utili.
  • Sono fondate sullo studio e lo sviluppo di prodotti o servizi innovativi ad alto valore tecnologico.
  • Non sono state costituite da una fusione oppure scissione societaria.
  • Le spese di ricerca e sviluppo sono uguali o superiori al 15% del valore della produzione.
  • Devono impiegare personale altamente qualificato per almeno un terzo della forza lavoro.
  • Devono essere titolari o depositarie o licenziatarie di almeno una privativa industriale relativa ad una invenzione industriale, biotecnologica, a una topografia di prodotto a semiconduttori o a una varietà vegetale.

 

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