Grattacieli startup in Cina

Avete mai giocato a Risiko? È un gioco in scatola che richiede strategia e un pizzico di fortuna. Il campo da gioco è un tabellone raffigurante il planisfero. Ad ogni giocatore viene assegnato un obiettivo differente. Principalmente sono due le missioni che possono essere pescate dai partecipanti: conquistare un territorio o eliminare un’armata composta da carri armati colorati. Più un’armata è potente e più carri armati saranno presenti nei diversi territori.

Il Risiko, la Cina e le startup

Se qualche anno fa avessimo provato a trasformare il tabellone del Risiko in una mappa di diffusione delle startup, avremmo avuto come risultato una prevalenza di carri armati a stelle e strisce. Lo scenario di oggi, invece, sarebbe totalmente differente. Una nuova armata, quella rossa cinese, si sta facendo avanti nel panorama dei cosiddetti Unicorni.

Cos’è un unicorno?

L’unicorno, come ben sapete, è un animale leggendario e soprattutto rarissimo. È da questo animale che deriva il modo di chiamare alcune stratup, quelle che hanno raggiunto la valutazione di almeno un miliardo di dollari. Le potenze che si spartiscono il maggior numero di unicorni sono due: USA e Cina. La prima rappresentata dalla Silicon Valley, storico bacino di nuove imprese dal primato mondiale. La seconda invece ha una storia più recente, ma procede a grandi falcate in direzione della maggiore.

 

startup in Cina

Un nuovo impero digitale, le startup in Cina

La Repubblica Cinese può contare oggi su 2000 incubatori e acceleratori di startup. Senza contare che, secondo Cb Insight, le startup nate negli Stati Uniti dal 2013 al 2017 sono calate del 43% mentre in Cina continuano a crescere. Una delle cause di questo declino è la politica governativa che sta adottando l’America. Una fondamentale differenza distingue gli investitori asiatici da quelli occidentali: quelli cinesi puntano su startup locali, mentre quelli internazionali si rivolgono anche sul mercato asiatico.

Quali sono gli obiettivi cinesi?

La Silicon Valley inizia a tremare per l’arrivo della grande potenza innovativa ed economica rappresentata dalla Cina. Non possiamo ancora parlare di un ribaltamento delle parti, ma con il nuovo piano, annunciato dal Consiglio di Stato, Pechino si avvicinerà vertiginosamente alla potenza americana. Il piano è strutturato in tre obiettivi: mettersi al passo con tecnologie e applicazioni d’intelligenza artificiale entro il 2020, raggiungere target primari entro il 2025, fare della Cina il leader mondiale entro il 2030.

È di pochi mesi fa la notizia della nomina di Sensetime la startup cinese d’intelligenza artificiale più importante del mondo. La partita della Cina sembra avere dei chiari obiettivi da raggiungere e procede velocemente a realizzarli. Riuscirà l’America a contrastare l’armata rossa?

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