Immagine concettuale su smart mobility per Telepass Pay

Telepass Pay nasce in risposta a un contesto urbano sempre più orientato alla sharing economy. Tecnologia e semplificazione dei processi di pagamento si rivelano in grado di abbattere tempi e costi: ecco come evolve la mobilità a Milano.

 

Chi vive in una grande città capirà senz’altro di cosa si parla: la giungla metropolitana ci impone ritmi frenetici a cui spesso è difficile sottostare. Doversi spostare da un quartiere all’altro nel traffico delle ore di punta, avere tempi ridotti per farlo e magari non disporre di contanti per ultimare il pagamento del parcheggio.

La logica conseguenza di tutto questo caos è identificabile con la smart mobility: un nuovo modo di concepire la mobilità improntato alla condivisione e alla sostenibilità.

Così i sistemi di car e bike sharing (ma non solo) si sviluppano all’interno di un ecosistema studiato per essere sempre di più a misura d’uomo. Grazie a Telepass Pay infatti, è possibile usufruire non solo del trasporto ma  anche dell’insieme di servizi ad esso correlati.

Gabriele Benedetto, amministratore delegato di Telepass Pay, afferma: «Mio padre acquistava la macchina, io la noleggio, mia figlia la condividerà».

 

Come funziona Telepass Pay

Attraverso un’unica piattaforma scaricabile sul proprio smartphone, è possibile pagare diversi servizi, come: carburante, sosta su strisce blu, taxi, mezzi di trasporto pubblici e addirittura bollo auto e noleggio di monopattini elettrici e skipass.

Un sistema pensato appositamente per pendolari e automobilisti che hanno l’esigenza di spostarsi da una parte all’altra della città.

Ma non solo.

Sono infatti disponibili diversi servizi che possono rivelarsi utili anche ai turisti che arrivano in visita a Milano. Per esempio l’abilitazione ad una copertura assicurativa (realizzata in collaborazione con Allianz e IMA) con assistenza 24/24 h, copertura di spese mediche e assicurazione bagagli, tramite addebito diretto su Telepass.

«Le nuove generazioni ci stanno dando lezioni sull’importanza della mobilità. In ogni caso il progetto delle strisce blu di Telepass Pay rimarrà anche se l’auto non è di proprietà, anzi sarà sempre più centrale», afferma Gabriele Benedetto.

La startup nel 2017 ha acquisito Urbi, altra società fornitrice di un’applicazione per la mobilità urbana. Sinergia che ne ha consentito l’apertura a soluzioni di nuova generazione:

«Potremmo dire – spiega Benedetto – che sul fronte dei servizi siamo agnostici, ovvero è il cliente che sceglie qual è il servizio migliore per lui. Ma da soli era impossibile farlo».

Tra le altre collaborazioni, quella con WashOut, la startup di lavaggio moto e auto a domicilio ed Helbiz, piattaforma per il noleggio di monopattini elettrici.

 

Un cliente di Telepass Pay sorride accanto alla sua auto

L’evoluzione del pagamento mobile

Google Pay, Apple Pay, Samsung Pay e Satispay sono solo alcuni degli ultimi sistemi di pagamento online per mobile disponibili sul mercato e sempre più usati, anche dagli italiani.

Si tratta di metodi innovativi che i dati dell’Osservatorio classificano in pagamenti remoti (31 miliardi) e di prossimità (49 miliardi). La prima categoria è relativa ad ecommerce (17,5 miliardi, in crescita del 7%) sia da desktop che da mobile, mentre tra i pagamenti di prossimità si considerano i contactless, Pos, e acquisti nei negozi con il telefono.

Quest’ultima ha visto una crescita in un anno del 100%, dai 24,4 miliardi del 2017 ai 49 del 2018. I pagamenti da smartphone su piattaforme legate alla mobilità, hanno raggiunto solo nel nostro Paese un importo pari a 90 milioni di euro per bike e car sharing (+49%), 35 milioni in parcheggi (+29%), 15 milioni in biglietti di bus o metro (+11%) e 40 milioni in corse di taxi (+100%).

Un segnale rappresentativo di un profondo cambiamento nelle abitudini del moderno consumatore, sempre più smart e predisposto al digital.

 

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