Smartphone con logo tiktok sullo schermo

TikTok è riuscito in pochissimo tempo a far presa su un pubblico giovanissimo. Partito nel 2016 da Pechino, è approdato inizialmente negli Stati Uniti, per poi arrivare anche in Europa, Italia inclusa. Parliamo di una piattaforma che puntando tutto sul video intra(sh)ttenimento e sulla semplicità di utilizzo, ha saputo accaparrarsi da subito l’attenzione dei teen.

Un fenomeno mediatico da analizzare, certamente, ma per il quale controversie e dibattiti non sono tardati ad arrivare.

 

 

“La felicità non dipende dal superfluo”, diceva il grande Gaber, eppure la nostra young generation non sembra essere molto d’accordo.

Tra tutti i social network esistenti, al momento TikTok sembra proprio aver fatto leva sui giusti punti per raggiungere l’attenzione e la curiosità dei giovani. Giovani sempre più in fuga da un Facebook popolato da over 40 (e genitori!), annoiati dalle immagini di Instagram e lontani dai contenuti politici e di informazione di Twitter.

Ecco allora dalla Cina, la giusta dimensione che accontenta un’audience in cerca di novità.

 

Fare video con TikTok, un gioco da ragazzi

La piattaforma è disponibile in 34 lingue e ad oggi risulta aver registrato più di mezzo miliardo di utenti in tutto il mondo, di cui 2 milioni attivi ogni mese nel nostro Paese, con un target medio principalmente under 18 e di sesso femminile.

Il news feed ricorda vagamente quello delle stories di IG, anche se in questo caso lo scroll è in verticale, e si possono postare video di ogni tipo per una durata variabile dai 15 ai 60 secondi. Si tratta di performance canore ma non solo: balletti, coreografie, sfide di ogni genere, duetti, interpretazioni di scene di film e molto altro ancora. Il meccanismo dei like si affida all’ormai noto cuoricino, per manifestare il proprio gradimento verso un particolare contenuto. Come in altri social, maggiori sono i like, più alta sarà la probabilità che il video abbia una posizione migliore nelle classifiche dei più popolari.

Dopo i primi minuti di navigazione, l’algoritmo identifica subito le preferenze dell’utente mostrando contenuti più affini ai suoi gusti, così da tenerlo più tempo possibile ancorato allo schermo. Ad aumentare ancora di più l’engagement, si aggiunge il fatto che per accedere alla piattaforma non serve iscriversi, basta scaricare l’app sul proprio smartphone.

Gli utenti dunque sono incoraggiati a postare video attraverso un infinito processo a catena: ogni post presente nella propria timeline può essere nuovamente condiviso con uno di risposta, provando a sfidare o emulare il protagonista del video iniziale.

Ecco allora la ricetta della perfetta dipendenza da social: contenuti brevi, in linea con i propri gusti, ma capaci di proporre news di potenziale gradimento. Un esempio di come l’effimero, inizialmente proposto dalle IG Stories, stia progressivamente sostituendosi a post più duraturi, tipici di Fb e Twitter.

Una ragazza registra un video canoro da postare su tiktok

 

Ci siamo già visti?

Siete su TikTok davanti a video di ragazzine che emulano l’idolo del momento con un’esibizione canora in lip dub e vi state chiedendo perplessi, “Ma sbaglio o l’ho già visto”?

Beh, possiamo confermarvi che no, non vi state sbagliando.

L’app infatti è davvero molto simile a Musical.Ly, la piattaforma famosa qualche anno fa, nata per postare video cantando in playback, per l’appunto. Nel 2017 è stata acquistata da ByteDance, colosso cinese dell’internet che ha poi pensato di combinarle facendo sì che TikTok ne diventasse una sua versione più moderna e avanzata, poiché dotata di svariate funzioni legate ai video, come i numerosi effetti sonori e grafici.

 

 

La multa milionaria

Una sovraesposizione di minori così massiva non passa mai inosservata, specialmente se, come in questo caso, si è verificato un abuso di informazioni riservate.

Lo scorso febbraio infatti, il social ha ricevuto una pesante sanzione da 5,7 milioni di dollari da parte della Federal Trade Commission, per aver raccolto consapevolmente dati personali su under 13 senza il consenso dei genitori. Motivo per cui i video incriminati dovranno subito essere rimossi dalla piattaforma.

La Ftc infatti sostiene che: «La società che controlla Musical.Ly, ora nota come TikTok, ha sempre saputo che i bambini stavano usando la sua applicazione ma non ha fatto nulla per chiedere il consenso dei genitori prima di raccogliere nomi, indirizzi email e altre informazioni personali».

Dopo la pesante accusa, la risposta del social non poteva mancare.

C’è infatti il progetto di realizzare una sezione apposita per i bambini, con funzioni controllate. Un esempio? L’impossibilità di condividere privatamente messaggi o video con gli altri utenti.

 

 

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