Una sede degli uffici Uber vista dall'esterno

Uber sta studiando una nuova tecnologia per rendere autonoma anche la guida sulle due ruote. La comunicazione arriva dal Ceo di 3D Robotics, Chris Anderson.

Probabilmente starai immaginando bici e monopattini che si guidano da soli, senza che il conducente debba manovrare il manubrio o pedalare. Ci spiace deluderti, ma l’hi-tech sembra ancora non essere arrivato a tanto.

Il gruppo Micromobility Robotics sta progettando un innovativo sistema per permettere a questi mezzi elettrici di arrivare da soli presso i punti di ricarica, oppure presso i luoghi specificati dagli utenti.

Uber e la guida elettrica

Già da diversi anni l’azienda sta portando avanti i propri studi sulle auto autonome, ma adesso l’attenzione si è concentrata sulla micro mobilità. Il traffico che imperversa nei centri urbani rende sempre meno adatti allo spostamento i mezzi a quattro ruote, a vantaggio di bici, monopattini e veicoli pensati per percorrere brevi distanze. Per questo motivo Uber sta investendo i propri capitali su realtà come JUMP, la piattaforma di bikesharing da poco acquisita e LIME, azienda di monopattini elettrici.

Poter coprire in modo rapido (e green, oltretutto) la distanza tra il parcheggio o la metropolitana e il luogo di lavoro è un’idea allettante. Ancor di più se si aggiunge la possibilità di lasciare il veicolo ovunque, senza bisogno di recarsi presso le piattaforme dedicate.

Uber Adavanced Technology Group, annuncia: «Il team di New Mobilities di Uber sta esplorando modalità per migliorare la sicurezza, l’esperienza degli utenti e l’efficienza operativa dei nostri servizi di mobilità elettrica in sharing mediante applicazioni di robotica e sensoristica».

 

Delle bici JUMP, azienda connessa ad Uber

Come funziona

L’obiettivo è quello di ridurre al minimo l’intervento umano nella ricarica dei mezzi. Bici e monopattini già carichi saranno in grado di spostarsi nelle zone dove si concentrano quelli scarichi. Una soluzione che insieme alle batterie rimovibili permetterà di diminuire i veicoli inattivi.

I propositi sembrano senz’altro dei migliori ma sono ancora diversi gli aspetti da chiarire a riguardo, quelli legali in primis. I monopattini, per esempio, non dispongono ancora di una legislazione stradale che ne consenta la circolazione su strade pubbliche a cui si aggiungono le difficoltà fisiche per il calcolo dell’equilibrio, già complesso per le 4 ruote.

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