Le più famose app di Zuckerberg: Facebook, WhatsApp e Instagram

Zuckerberg sta valutando la possibilità di integrare in un’unica piattaforma le funzionalità dei tre big del mondo social entro il 2020. Cosa cambierà di fatto ai miliardi di utenti che li utilizzano?

L’unione fa la forza? Beh, lo scopriremo presto.

Non è il primo caso in cui uno dei colossi dell’internet tenta l’unificazione di più realtà dedicate alla comunicazione e all’intrattenimento, ma questa volta la posta in gioco è più alta di quanto sembri.

Il nuovo progetto di Zuckerberg

Secondo il fondatore di Facebook, l’obiettivo principale è quello di migliorare l’user experience in merito alla sezione di messaggistica. L’integrazione punterà alla realizzazione di un unico sistema di comunicazione più rapido ed efficiente, con particolare attenzione alla privacy.

Tutti gli utenti, anche installando e usando solo una delle proprietà di Facebook potranno comunicare con gli altri all’interno di uno stesso ecosistema. Inoltre tutte le app connesse potranno essere protette dalla crittografia end-to-end. Dunque pur avendo tre applicazioni separate sarà possibile comunicare tramite un unico sistema di messaggistica, per esempio, un utente di Instagram potrà scrivere ad un utente di WhatsApp, e viceversa.

In questo modo si spera di creare un maggior coinvolgimento da parte di tutti gli iscritti facendo in modo che questo sistema sia quello principalmente utilizzato.

«Vogliamo costruire la migliore esperienza di messaggistica possibile e sappiamo che le persone vogliono che sia veloce, semplice, affidabile e privata. Stiamo lavorando per rendere più sicuri i nostri prodotti, prendendo in considerazione ogni ipotesi che ci permetta di rendere più facile raggiungere amici e familiari attraverso le reti», afferma Facebook al Guardian.

Una ragazza sorride tenendo uno smartphone in mano

Qualche dubbio

Le prime perplessità non sono tardate ad arrivare, in particolare per la questione relativa alla privacy lato WhatsApp. L’iscrizione alla piattaforma infatti, non prevede il rilascio di informazioni personali come il nominativo, ma solamente il proprio numero di telefono. Di fatto l’unione con gli altri due social potrebbe costringere gli utenti a condividere dei dati che fino ad ora sono volutamente rimasti privati. E poi, la creazione di un unico database consentirà di ricevere messaggi su WhatsApp anche da parte di chi non ha il tuo contatto telefonico.

Si rischia dunque una sovraesposizione massiva?

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